Negli ultimi mesi, mi sono confrontata spesso con voi sul come superare la paura di esporsi sui Social e, in particolare, su Instagram.
Se sei una libera professionista e utilizzi Instagram o altri social, per promuovere la tua attività, sono sicura che avrai sentito spesso il blocco di esporti perché non ti sentivi a tuo agio con la tua immagine.
Per mia esperienza personale, posso dirti, che non “metterci la faccia” e non farti mai vedere dal tuo pubblico, a lungo andare, può essere controproducente.
Tra i capricci dell’algoritmo e le visualizzazioni altalenanti, è necessario iniziare a comprendere che, la tua immagine, è un potente mezzo di comunicazione.
Se decidi di non utilizzarla, stai perdendo un’occasione per entrare in connessione con il tuo pubblico e farti scegliere.
Se, invece, non hai paura di esporti, è necessario fare un check, è capire se stai comunicando nel modo corretto.
Non concentrarti solo sui “difetti”
Quando pensi alla tua Immagine, sono sicura che tu sia già consapevole che la perfezione non esiste.
Sai già che non devi farti ingannare dalle immagini delle modelle o delle star, perché sono “photoshoppate”.
Sono certa che, aiuterebbe molto avere la possibilità di vedere in televisione, sulle riviste e sui Social, esempi di fisicità diverse, così da far percepire finalmente che la normalità è l’imperfezione.
Nonostante tutta questa consapevolezza, ti trovi sempre con l’Autostima sotto i piedi e non sai come uscire da questa situazione.
Sai bene di essere una professionista con una personalità e di avere tanti aspetti positivi nel tuo carattere, ma poi, quando devi esporti con la tua immagine in video, vedi solo gli aspetti negativi.
Nel non sapere cosa fare, ti blocchi e decidi di non mostrarti.
Non avere paura di sbagliare
La paura del fallimento è quella situazione che ti mantiene nell’immobilità e nell’assoluto terrore di compiere un’azione sbagliata.
Tutte le volte che non indossi i colori più accesi è perché hai paura di abbinarli e di sbagliare, facendolo.
Provate! Lanciatevi! More is more. Che cosa potrebbe succedervi, alla fine, di tanto terribile? Non esiste una polizia della moda pronta ad arrestarvi. ⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
(Iris Apfel)⠀⠀⠀
Ecco…e visto che non esiste una polizia della moda, come puoi intervenire su questa paura?
Alle mie clienti propongo sempre una visualizzazione che mi ha insegnato Debora Conti, la mia insegnante di coaching in ESR Italia.
In questa visualizzazione, faccio immaginare una conversazione con una persona che non ci sta simpatica. Se questa persona ci dicesse che non siamo in grado di fare una determinata cosa, come reagiremmo?
La maggior parte di loro, risponde in maniera battagliera e con tutte le intenzioni di non curarsi del giudizio altrui e quindi di andare avanti con i propri propositi.
Facciamo tutti degli errori, in continuazione.
L’importante è imparare da essi, non perseverare e colmare le lacune che possiamo avere con la formazione.

Non ti curare del giudizio altrui
La paura del giudizio è quella che non ti permette di esprimere la tua personalità perché hai paura di ciò che diranno gli altri.
E’ normale.
Ciascuna di noi aspira ad essere accettata dagli altri, a far parte di un gruppo, a non essere etichettata o “bullizzata” per le proprie caratteristiche.
Ma succede sempre di trovare sulla propria strada un parente con poca sensibilità, che magari ti fa notare che hai messo peso, un marito che non ti considera una donna, ma un elettrodomestico (true story) e potrei andare avanti all’infinito.
Per fronteggiare questa paura e per far sì che il giudizio altrui non sia più un problema, è necessario focalizzarti sui tuoi punti di forza, spostare il focus su quanto di bello sai fare e sulle tue caratteristiche peculiari che da “difetti” possono diventare “pregi” (come i fianchi di Jennifer Lopez o il naso aquilino di Barbra Streisand).
E’ necessario imparare a vestirti per comunicare la tua personalità, non solo per coprirti.
E’ necessario riconoscere gli stereotipi, sconfiggerli e puntare sulla tua unicità.
Anche perché, nella gestione dell’immagine nel contesto professionale, subentra anche il confronto con l’immagine di chi fa il tuo stesso lavoro.
Questo confronto può portare ad una valutazione sbagliata sulla tua immagine, che non può essere livellata a quella del competitor, ma che ha bisogno di essere autentica per poterti permettere di emergere.
Non sono qui a dire che sia facile, ma posso sicuramente aiutarti in questo.
Il prendersi cura di sé ha la capacità di far aumentare la sicurezza in te stessa.
Se aumenta la sicurezza, anche i giudizi altrui faranno meno male e non saranno più invalidanti.
E’ necessario cambiare prospettiva e trovare parole nuove con cui rivolgerti a te stessa.
Non è un processo semplice questo, anzi, è una strada lunga e tortuosa.
Ma è importante assumerti la responsabilità di ciò che accade nella tua vita ed è necessario rispondere quando i sentimenti e l’amor proprio vengono calpestati.

Non avere fretta
La valorizzazione della propria immagine può essere paragonabile alla dieta.
Inizio sempre domani (o lunedì).
E quando si inizia, si sa già che, dopo poco, tutti i buoni propositi andranno a farsi benedire.
La mancanza di costanza è caratterizzata dal fatto che si mira subito ad un obiettivo utopistico (perdere 10 kg in 2 mesi), trasformarsi in Jennifer Lopez in un week end (tipo Ma come ti vesti?).
Il modo migliore, quindi, per mantenere la costanza e raggiungere un obiettivo anche grande, è quello di spezzettare l’obiettivo gigante in tanti micro-obiettivi.
Se inizi a darti un obiettivo piccolo, ti sembrerà più semplice poterlo realizzare.
Una donna che non ha mai tagliato i capelli e li ha lunghi fino al sedere, difficilmente li taglierà subito corti, non ti pare?
C’è sempre bisogno di interiorizzare i passaggi che ti portano verso l’obiettivo, altrimenti non ne capirai il senso e potrai anche pentirti di decisioni prese troppo velocemente.
Solo interiorizzando quello che fai può davvero farti apprendere, godere del risultato e pensare così di poter raggiungere il gradino successivo.
Inoltre, il fattore “pigrizia”, si fa spesso strada nella giornata di una libera professionista, che porta alla conseguenza di vestirsi con il “pilota automatico” e perdere completamente l’interesse nei confronti della propria immagine.
Posso dirti che, la “pigrizia”, si combatte con un aumento della consapevolezza su come vuoi essere percepita nei confronti degli altri e di come vuoi sentirti quando ti guardi allo specchio.
Mancando questa consapevolezza, manca la motivazione per vestirti al mattino e curare maggiormente la tua comunicazione.
Ho sentito spesso dire alle mie clienti che il parrucchiere non le soddisfa mai.
Ma se quando arrivi in salone, non sai nemmeno tu che acconciatura vuoi, perché non sai cosa vuoi comunicare con la tua immagine e non sai come vorresti vederti e magari dici al parrucchiere “fai tu” oppure “il solito”…capisci che è normale uscire dal salone insoddisfatta?
A questo punto, ti chiedo, di chi è la responsabilità?
E quindi, come superare la paura di esporsi?
La maggior parte delle mie clienti si è trovata davanti a queste difficoltà, ma, ci sono due tipi di libere professioniste.
Quelle che di fronte alle difficoltà agiscono e quelle che rimangono immobili.
Sappi che finché non agirai in un qualche modo, la paura dell’esporti sui Social non passerà mai.
Perché è una paura con cui facciamo i conti anche quando ci sentiamo sicure di noi stesse, ma non ci facciamo immobilizzare, perché conosciamo gli strumenti per comunicare al meglio chi siamo e come possiamo aiutare i nostri clienti.
La comunicazione della propria personalità tramite l’immagine è la CHIAVE di tutto.

Forse, la testimonianza di Claudia, potrà esserti di aiuto e sbloccarti.
“Ho iniziato a maturare l’idea d’intraprendere una consulenza d’immagine già un anno fa e mi ero guardata un po’ intorno; all’epoca non conoscevo Marisa, ma mi ero fatta un’idea di altre professioniste in circolazione e non ero molto convinta.
Riconosco che le idee che mi hanno limitato sono state due:
1) La convinzione che fosse una cosa frivola e superficiale o comunque qualcosa che avrei anche potuto fare da sola con molto più tempo, magari e che non era così rilevante per la mia professione e a livello personale.
2) Il fatto che sono molto insicura riguardo al mio corpo, per cui non ero certa di riuscire a mettere in pratica gli insegnamenti che mi sarebbero arrivati o di sentirmi pienamente valorizzata: quasi come se vedessi le mie forme come un punto di forte svantaggio, che comunque non sarei stata in grado di superare, anche con una maggiore consapevolezza e conoscenza.”
Ho scoperto che l’abito fa il monaco (che è come scoprire l’acqua calda)!
La comunicazione non-verbale passa anche per il mio stile e sebbene io sapessi che la mia apparenza fosse fondamentale per comunicare un’immagine di me professionale, realizzata, matura e gioviale, fino a questo momento non ero riuscita ad agire a riguardo e investire risorse seriamente nella cura dei miei abiti in funzione di ciò che volevo comunicare di me, andavo invece molto a caso e non ero mai pienamente soddisfatta dei risultati!Ho anche capito che le mie forme non sono qualcosa da nascondere e di cui vergognarsi, ma che sono nel punto esatto dove devono essere, quindi dovevo solo imparare a valorizzarle nel modo migliore.
Ho smesso, quindi, di pensare che ero io quella sbagliata perché gli abiti non mi calzavano come avrei voluto e ho iniziare a prendere decisioni più oculate in termini di outfit e colori, per mettere in risalto la mia unicità!”
Se senti che è arrivato il momento di smettere di nasconderti dietro outfit che non ti rappresentano, allora è il momento di agire.
Il primo passo è semplice: inizia a pianificare.
Puoi farlo con il Planner Guardaroba cartaceo o con il mio Calendario degli Outfit su Trello, che trovi come bonus all’interno del mio servizio Accendi il tuo stile.
Accendi il tuo stile è la consulenza lampo per libere professioniste che vogliono sentirsi più riconoscibili, sicure e strategiche su Instagram – senza sembrare costruite.
Il Calendario degli Outfit ti guiderà giorno dopo giorno, così potrai avere la certezza che ciò che indossi comunica davvero chi sei.
Immagina di alzarti la mattina, aprire l’armadio e sapere già quale outfit scegliere.
Immagina di arrivare a una live o a un evento senza chiederti all’ultimo “sarà troppo? sarà troppo poco?”.
Immagina di sentire che la tua immagine ti sostiene invece di intralciarti.
Non è fantascienza. È organizzazione. È intenzione.
È la tua immagine che lavora insieme a te.
Ti aspetto!


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